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Aprire la partita Iva durante l’anno: qual è il limite di fatturato?

Ti sei deciso: è settembre, non vuoi più rientrare in ufficio, al vecchio lavoro che ti annoia, che non ti dà più stimoli. È il momento di aprire la partita IVA e diventare un libero professionista.

A questo punto una domanda sorge spontanea: quanto posso fatturare con una partita Iva aperta in corso d’anno? C’è differenza tra aprirla il primo gennaio e, per esempio, il primo settembre?
Vediamo di risolvere il mistero!

Innanzitutto ricordiamo che il regime forfettario ha limiti di fatturato annuale (definiti in base al codice Ateco scelto) tra i 25mila ai 50mila euro.

Questi limiti sono per una partita IVA attiva dal primo gennaio al 31 dicembre. Ma in caso di apertura della partita Iva a settembre, come nell’esempio che abbiamo fatto?

A risolvere l’arcano ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate: in un’apposita delibera ha infatti chiarito che il limite di fatturato sarà proporzionale (questo è il significato del termine “ragguaglio a giorni” che l’agenzia utilizza nella circolare) ai reali mesi di attività della partita IVA.

Per esempio, se abbiamo aperto la partita IVA il primo settembre e il codice Ateco ci consente un fatturato massimo di 30mila euro, dovremmo calcolare il limite raggiungibile in proporzione a 4 mesi di attività. In questo caso, non dovremmo superare il limite di 7500 euro.

Nel caso in cui la partita IVA venga aperta a metà mese, bisogna essere ancora più precisi: per una partita IVA aperta il 15 settembre, ad esempio, dovremo prendere in considerazione non 4 mesi “completi”, ma 3 mesi e mezzo e calcolare il limite di fatturato in proporzione.

A partire dal secondo anno, invece, il limite resta quello previsto dal Codice Ateco nella sua interezza.

Attenzione: superare i limiti di fatturato significa uscire dal regime forfettario e “finire” nel regime ordinario, che ha decisamente più oneri e più spese.

In conclusione, se vuoi aprire una partita IVA durante l’anno puoi farlo: l’importante è non superare mai i limiti previsti in proporzione ai mesi lavorati.

A questo proposito, ti può essere utile la consulenza di un commercialista esperto, che può risolvere i tuoi dubbi e spiegarti nel dettaglio quanto effettivamente puoi incassare con la tua attività autonoma.

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